XXIV Festa dell'Alveria
a Noto Antica

(domenica 5 maggio)


Le fosche previsioni dei giorni immediatamente precedenti avevano fatto temere l'annullamento o il rinvio ad altra data della XXIV Festa dell'Alveria, ed invece domenica 5 maggio il tempo, anche se non proprio primaverile, ha consentito di realizzare buona parte dei numeri del vasto programma di quest'anno.
Nel suo tradizionale saluto di apertura il Presidente Balsamo ha voluto ricordare anzitutto le origini della Festa, istituita dall'I.S.V.N.A. nel 1983 e finalizzata, col simbolico ritorno annuale all'Antica Madre, sia a perpetuare la memoria del tragico
11 gennaio 1693 che a rinnovare l'impegno per avviare, e proseguire con tenacia e fiducia nel futuro, un percorso che lentamente avviasse quello sterminato campo di rovine verso una corretta fruizione, facendone uno dei poli del turismo della città, un turismo – ha avvertito – non rumoroso e incontrollato, ma qualificato, dedicato a quanti comprendono la singolare valenza culturale del sito archeologico e l'incomparabile bellezza dell'ambiente naturale che lo circonda.
Ha poi ringraziato il Sindaco per il costante e fattivo appoggio da lui dato a questo ambizioso progetto culturale, annunciando che la prossima Festa dell'Alveria avverrà domenica 10 maggio 2020, a 50 anni esatti (mezzo secolo!) da quella memorabile domenica 10 maggio 1970, quando l'I.S.V.N.A., che era stato fondato appena 3 mesi prima, il 28 gennaio, prese simbolicamente possesso del Monte Alveria con una cerimonia sotto la Porta della Montagna, ricevendo – grazie alla stima e alla considerazione che i suoi propositi avevano saputo subito suscitare – il prezioso avallo di incoraggiamento delle due istituzioni netine ugualmente interessate alla realizzazione di quel progetto: il Sindaco dott. Carlo Schemmari e il Vescovo mons. Angelo Calabretta, che vollero entrambi partecipare all'inaugurazione dell'attività dell'Istituto.
Ha poi preso la parola il Sindaco dott. Corrado Bonfanti, che ringraziando anzitutto l'avv. Balsamo per la lungimirante intuizione e la passione civile che da tanti decenni dedica al problema di Noto Antica, e il dott. Belfiore per la programmazione di questa edizione, da lui curata con il Club Val di Noto Avventura, ha annunciato pubblicamente quanto aveva anticipato il 27 marzo, durante l'incontro a Palazzo Ducezio con la Soprintendente e il Presidente dell'I.S.V.N.A.: già da quest'anno partirà la fruizione sperimentale del Parco Archeologico dell'Alveria, lungo il percorso orientato propostogli da quest'ultimo, con un articolato documento programmatico [v. in proposito alveria n° 2 di febbraio-marzo].
È toccato infine a Vincenzo Belfiore, che aveva curato l'organizzazione, entrare nel merito della Festa, per illustrarne i singoli numeri, dall'esibizione del gruppo Militer Trinacriae alla fiera di S. Giacomo in costume, ispirata a quella introdotta nel 1408 da Martino I (poi trasferita in città e diventata, con Alfonso il Magnanimo, nel 1427, fiera di Pentecoste), ecc.
Particolare risalto è stato naturalmente dato alla illustrazione della rievocazione storica dei fatti del 1283, le convulsioni politiche causate, dopo il Vespro netino del
2 aprile 1282, dalle fazioni di nobili, l'una fedele alla nuova dinastia subentrata agli angioini, l'altra, delusa del nuovo Re Pietro d'Aragona, che aveva pensato di dar vita a Noto ad una utopica forma di libertà civica ispirata a quella delle città del Nord Italia.
L'arrivo di Alaimo da Lentini a cavallo ha dato il via alla messa in funzione del grande trabucco costruito per l'occasione dai tecnici della Fondazione Teatro per l'assalto alla Porta della Montagna, i cui difensori, dopo aver tentato una simbolica resistenza, si vedono costretti ad arrendersi e a giurare fedeltà all'Infante Giacomo, fratello del Re.
I visitatori sono stati poi guidati verso l'interno della città, passando dalla Porta di S. Michele, nella cui nicchia era esposta una icona che raffigurava la celebre lotta fra l'Arcangelo e il demonio, e poi verso l‘Ospedale Nuovo, dove era la fondatrice, baronessa Martina de Trexellis, accompagnata da un'ancella, mentre di fronte, nella piccola altura sotto la Torre Maestra, in cui sventolava la bandiera aragonese, veniva svelata una scultura simbolica in pietra, dedicata per l'occasione dal socio Gianni Andolina al condottiero siculo Ducezio.
Per l'occasione l'Agenzia adnKronos (per la quale era presente la giornalista Alessia Trivelli) ha dato ampio spazio alla notizie e la Rai ha effettuato alcune riprese, che faranno conoscere alcuni aspetti della Festa dell'Alveria ben al di là dell'ambito siciliano.

  Aggiornato il 07 mag 2019 segreteria@isvna.it