Curiosità storiche


Il sarcofago dell'astrologo Tamagnino (1411)

Sul dott. Giovanni Tamagnino, medico e astrologo fiorito fra il Trecento e il Quattrocento, lo storico Littara riferì molti curiosi e divertenti aneddoti, ma non meno curiose sono le vicende della sua tomba nella Chiesa Madre di S. Nicolò. Costruito infatti (pare a spese della città di Noto, che egli, senza figli, aveva nominato erede) il sarcofago marmoreo, ad arca gotica poggiata su alte colonne, riuscì così imponente che nel tardo Cinquecento il Vescovo di Siracusa, giudicandolo troppo maestoso, ordinò di abbassarlo per cui esso, privato delle colonne di sostegno, perdette l'originaria bellezza.


Il panorama di Noto Antica
(copia da originale di fine Seicento)

Verso la fine del XVII secolo un francescano netino, il P. Cantone, ebbe l'idea di disegnare il panorama della sua città, sul Monte Alveria, osservandolo sia da levante (contrada Cugno Vasco) che da ponente (contrada S. Calogero). Fu un'idea provvidenziale perché pochi anni dopo, l'11 gennaio 1693, la città fu rasa al suolo da un catastrofico terremoto, e senza i disegni del frate non conosceremmo il bellissimo colpo d'occhio di fortificazioni, campanili, guglie, palazzi, anche se solo nella visuale da ponente, essendo andata perduta quella da levante. Il disegno superstite fu copiato dal sac. Tedeschi nella seconda metà del Settecento e un secolo dopo ne venne fatta una nuova precisa copia a colori oggi custodita al Museo Civico (è quella riportata nel banner di questo sito web)


11 gennaio: coincidenze funeste (1693, 1698, 1848)

È a tutti noto che l'antica Noto del Monte Alveria fu distrutta dal terremoto dell'11 gennaio 1693, ma pochi sanno che in quello stesso giorno si verificarono, per singolare funesta coincidenza, altri due terremoti: lieve quello dell'11 gennaio 1698 (quando la nuova Noto era ancora fatta di baracche di legno), grave quello dell'11 gennaio 1848, che provocò vari danni, il più eclatante dei quali il crollo della cupola della Cattedrale.


Acquisto di frumento a Malta (1873)

Il raccolto di frumento del 1872 fu molto scarso e la città, malgrado la vastità del suo territorio, subì gravi disagi per l'alimentazione della popolazione, anche perché il fenomeno era generale e non si poterono acquistare scorte nei paesi viciniori. Il Sindaco, barone Giuseppe Impellizzeri, si vide costretto nel maggio 1873 a recarsi personalmente a Malta (che aveva con Noto un rapporto di particolare amicizia), riuscendo a reperire frumento sufficiente ad assicurare il pane alla gente fino alla mietitura di giugno, contenendo i prezzi che gli speculatori avevano fatto notevolmente aumentare.


Tellaro, fiume assassino (1874)

Fiume pigro e stagnante, conosciuto fin dall'antichità, quando si chiamava Eloro, il Tellaro ha però provocato nel corso dei secoli, in occasione di piene eccezionali, causate da alluvioni, danni immensi e lutti fino alla fine dell'Ottocento, quando non c'erano più i ponti di cui si ha notizia dal Duecento in poi. Il 12 marzo 1874 un carrettiere di Pachino che incurante della piena tentò di attraversarlo col suo carro venne travolto e portato via dalla impetuosa corrente.


Una processione… abusiva (1877)

Dopo le leggi eversive del 1866 si ebbe anche a Noto un clima di forte contrapposizione fra la Chiesa e le istituzioni civili, dominate dalla Massoneria. Oltre le leggi, anche le circolari ministeriali pretendevano di limitare la libertà di culto esterno dei cattolici, vietando tutte le processioni, con la sola eccezione di quella del Patrono. Così accadde che durante la Quaresima del 1877 il canonico Vizzini, uscito per la tradizionale processione del “Signore agli ammalati” si vide bloccare dai Carabinieri, che lo denunziarono per processione non autorizzata. Ma il Vice Pretore di Noto, avv. Mazza, davanti al quale il canonico dovette presentarsi come imputato, lo assolse dall'accusa, in quanto la circolare era un atto penalmente non sanzionato, che non poteva essere equiparato ad una legge.


Una vendetta raffinata (1903)

Molte volte accade che la processione di S. Corrado, Patrono di Noto (il 19 febbraio), coincida con i giorni di Carnevale, creando seri problemi. Così accadde nel 1903, allorché si verificò un fatto increscioso, conclusosi a lieto fine. Il Comitato per le feste carnascialesche aveva avuto l'infelice idea di programmare per quella stessa sera, alle 22, un veglione nella sala del teatro. Avvicinandosi l'orario i componenti della banda cominciarono ad allontanarsi dalla processione, lasciando in breve senza musica l'Arca d'argento del Santo. Il popolo insorse reclamando il ritorno della Banda e le Autorità, prudentemente, indussero i musicanti a lasciare il Teatro per ritornare alla processione. Ma il popolo non se accontentò e per “diritto di rappresaglia” (come affermò il cronista) fece durare la processione fino alle 2 di notte, per il cui veglione saltò, con scorno degli incauti organizzatori.


Il primo film sonoro (1930)

Noto ebbe molto presto, intorno al 1910, il primo cinema (o cinematografo, come lo si chiamava fin verso il 1950), novità gradevole e attesa, che grazie all'accompagnamento musicale del pianista trasportava gli spettatori in un'atmosfera di volta in volta comica, o appassionata o drammatica. Ma la cosa presto stancò, perché si sentiva dire che nelle grandi città era ormai in voga una diavoleria nuova, un film (allora si diceva pellicola) che permetteva di fare ascoltare direttamente musiche e voci degli attori. Così il titolare del Cinema Benso si adeguò e il 24 gennaio 1930 gli entusiasti e increduli spettatori poterono assistere alla proiezione del primo film sonoro.


Le peregrinazioni dell'Ecce Homo (1933)

La statua lignea dell'Ecce Homo, originariamente esistente a Noto Antica (pare dal 1680) nella chiesa dei PP. Osservanti Riformati di S. Antonino, venne recuperata dopo il terremoto del 1693 e trasportata nella nuova chiesa di Noto, dove rimase fino al 1866, allorché – essendo stati soppressi i conventi – passò alla chiesa di S. Domenico. Lì rimase per 57 anni, fino a quando, il 2 aprile 1933, per volontà del netino on. Ruggero Romano, Sottosegretario alle Poste, fu definitivamente trasportata nella chiesa del Pantheon (appunto intitolata all'Ecce Homo), da lui stesso inaugurata nell'agosto 1932.


Una grottesca celebrazione (1943)

Una delle tante date che il Regime Fascista amava celebrare era quella del 9 maggio 1936, fondazione dell'Impero. Tutto si svolse per il meglio fino al 1942, ma l'anno seguente le sorti della guerra volsero al peggio, e l'Etiopia era tornata in potere del Negus Hailé Selassié. Ma i gregari dei Regimi totalitari non hanno, come è noto, il senso del ridicolo, per cui il Fascio di Noto invitò a celebrare ufficialmente l'Impero, il Preside dell'Istituto Magistrale, prof. Toscano, il quale, dopo aver tentato di defilarsi, dovette piegarsi ad una vera e propria imposizione.
Così il 9 maggio 1943, al Teatro Comunale, il povero oratore fu costretto a celebrare con grande enfasi a celebrare, fra gli applausi, le glorie imperiali della Nazione.


Un iconoclasta opportunista (1943)

A Luigi Razza, Ministro dei Lavori Pubblici, ex allievo del Liceo-Ginnasio “A. Di Rudini” di Noto, era stato dedicato un busto marmoreo, collocato nel corridoio dell'Istituto. Caduto il Fascismo, il Preside Caprera si premurò subito di far togliere il busto, che andò a finire, sfregiato, nei magazzini comunali, dove recentemente è stato ritrovato. Il gesto fu stigmatizzato dal cronista Russo, perché il Preside, che era stato fervente fascista, elogiando il Regime, aveva pensato di rifarsi una verginità politica.


Consiglio Comunale al Teatro (1946)

Ristabilite, dopo la caduta del Fascismo, le istituzioni democratiche, il 24 marzo 1946 si svolse l'elezione del ripristinato Consiglio Comunale, composto da 24 liberali e 6 democristiani. Ma nessuno aveva pensato in tempo che l'aula consiliare di palazzo Ducezio non c'era più, essendo stata trasformata nel 1932 in Salone di rappresentanza. Le proposte esaminate in tutta fretta vennero scartate, perché si voleva dare grande risalto all'avvenimento. Così fu scelto il Teatro Comunale, dove alla presenza di una gran folla di cittadini, il nuovo Consiglio si insediò, eleggendo Sindaco l'avv. Corrado Sallicano.


Le quattro cupole della Cattedrale (1780-2006)

Dalla sua costruzione ad oggi, la Chiesa Madre di S. Nicolò (divenuta Cattedrale nel 1844) ha avuto prima di quella attuale, costruita nel 2006, altre tre cupole, tutte crollate per vari eventi: la prima crollò la sera del 19 giugno 1780 (non nel 1760, come si credeva), forse in conseguenza delle ripetute scosse di terremoto dei tre anni precedenti; la seconda (già scossa dal terremoto del 1818) crollò l'11 gennaio 1848 per la violenta scossa che inaugurò quello che fu chiamato “l'anno dei terremoti”; la terza venne per tre quarti distrutta la sera del 13 marzo 1996, trascinata dal collasso a catena dei pilastri della navata destra. Quella attuale, la quarta, identica alla precedente, è stata ricostruita con sistemi antisismici e armatura interna d'acciaio.


  Aggiornato il 21 feb 2010 segreteria@isvna.it